D-LOAD LUCE DAYLIGHT Considerazioni generali
La LUCE DAYLIGHT è conosciuta anche come luce HMI, luce a scarica, luce "ad onda quadra".
Tutto si collega ad alcune peculiarità di questo sistema che si basa su una lampada contenente sali metallici, attivata da un ballast.
Questa luce viene definita di tipo flicker-free, quindi priva di "sfarfallio", elemento che crea grandi problemi all'immagine digitale.
In poche parole, la luce non è continua, ma si accende e si spegne in rapida successione. Questa frequenza è veloce a sufficienza per non essere percepita dall'occhio
umano, ma non cosí rapida per un dorso digitale in grado di rilevare queste "assenze di luce" dovute allo spegnimento della lampada, registrandole sotto forma di righe nere.
Dal punto di vista operativo, la LUCE DAYLIGHT è la più adatta per la ripresa digitale, offrendo i seguenti vantaggi:
una resa, in termini di luminosità, 4 volte superiore rispetto ad una lampada al tungsteno di pari potenza (il che significa, in termini fotografici, 2 stop di luce in più);
la sua luce, perfettamente calibrata a 5.000/6.000°K, consente di ottenere uno spettro cromatico eccellente (i principali costruttori
realizzano delle calotte di protezione che consentono di ottimizzare ulteriormente la temperatura colore, raggiungendo il traguardo "perfetto" dei
5.500°K). Essa diventa quindi pressochè obbligatoria quando si lavora per fotografare soggetti i cui colori debbono essere riprodotti
nel modo migliore;
questi sistemi consentono quasi sempre la regolazione dell'intensità grazie a dei dimmer. Come nel caso
della luce continua, la riduzione di potenza porta ad una modifica nella temperatura colore, ma nel caso della LUCE DAYLIGHT l' azione di
riduzione della potenza porta un raffreddamento della luce e non ad una tonalità più, calda come nel tungsteno;
usando dorsi digitali a scansione ci si accorge della differenza tra l'uso di un sistema a luce HMI ed uno al tungsteno, sia in termini
qualitativi (le immagini sono più "pulite" e gli istogrammi presentano una resa più corposa in tutto lo spettro cromatico) sia, specialmente, nella resa in termini di luce, davvero notevole
: va considerato che i sensori della ripresa digitale al pari di quelli delle telecamere, sono particolarmente sensibili alle radiazioni infrarosse
che vengono tagliate dal filtro azzurrognolo sempre utilizzato;
la luce HMI invece non emette molte radiazioni IR: in realtà risulta molto ricca di UV, e per questo i sistemi di illuminazione HMI debbono essere assolutamente protetti
impiegando filtri idonei a questo scopo. Quindi l'energia luminosa viene di fatto tutta utilizzata per "l'immagine", con conseguente guadagno in termini di resa.